Grazie per aver visitato San Vito sul Cesano.
Se vi è piaciuta l’esperienza, lasciate una recensione su Google: il vostro contributo è prezioso per far conoscere il nostro borgo e le sue tradizioni.
Il percorso si sviluppa tra le vie del borgo e conduce alla scoperta del Castello di San Vito e dei suoi suggestivi affacci sulla valle, offrendo un’esperienza immersiva tra storia e paesaggio.
Ad ogni punto di ascolto è sufficiente inquadrare il QR code presente nei totem per accedere ai contenuti e scoprire curiosità, informazioni storiche e dettagli sul territorio.

Ci troviamo di fronte al luogo dove un tempo c’era il forno in comune. C’era una volta la signora Teresa, mamma di Gino Franceschetti, il fabbro e maniscalco di San Vito sul Cesano, che gestiva il forno comunitario, pagando l’affitto al comune di San Lorenzo in Campo, che ne era proprietario.
In passato, quest’edificio ospitava le prime tre sezioni della Scuola Elementare, mentre la quarta sezione si trovava nell’edificio dove oggi ha sede l’Associazione San Vito Giovani.
Ci troviamo, adesso, davanti ad un’antichissima porta e cioè di fronte al Tempio del SS. Sacramento, appartenente alla Confraternita del Sacramento, una tra le più importanti ed attive nel nostro territorio.
Al castello di San Vito sul Cesano si accede attraversando la suggestiva porta d’ingresso, un arco a sesto acuto sormontato da alcuni stemmi nobiliari in arenaria che devono senz’altro aver conosciuto tempi migliori.
Ci troviamo al centro del Paese nella sua piazzetta più caratteristica. Di particolare c’è una curiosa fontana a manovella, a ricordarci che un tempo, quando ancora l’acqua corrente in casa non esisteva, ci si riforniva da lì, magari riempiendo orci e brocche di terracotta.
La chiesa si presenta come un fabbricato di laterizi, ed è tutto ciò che rimane del ben più grande ed articolato monastero di un tempo; è stata definitivamente sconsacrata, all’incirca, negli anni ’50 del novecento.
Siamo arrivati alla fine di questo tour di San Vito, speriamo che vi sia piaciuto e che abbiate apprezzato tutte le diverse sfaccettature della sua storia. Prima di lasciarci vorremmo ricordarvi che le nostre colline sono ricche di prodotti tipici, fortemente legati al territorio in cui nascono, e che si distinguono per la loro qualità, frutto della passione di chi li produce.
Caro visitatore, se sei giunto fin qui, non puoi che ammirare lo splendido panorama che ti si presenta di fronte, ma noi vorremmo attirare la tua attenzione anche su un altro argomento: la Seconda Guerra Mondiale. E vorremmo farlo attraverso il racconto vivido di chi ha vissuto quei momenti tragici che hanno cambiato per sempre la storia del mondo intero.
Questi che vedete sono i vecchi lavatoi pubblici, situati proprio qui, sotto le mura cittadine. Un tempo quando si aveva necessità di lavare la biancheria, e ovviamente non si aveva l’acqua corrente in casa e tantomeno le lavatrici, come ora, ci si recava al fiume vicino o appunto in questi lavatoi pubblici.
A questo punto, oltre ad invitarvi a godere dell’innegabile spettacolo che ci offre questo bel panorama, vorremmo condividere con voi una poesia, scritta da un ragazzo sanvitese, che riassume tutto il nostro comune sentire.
Grazie per aver visitato San Vito sul Cesano.
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