Punto 15: poesia ``Antica Finestra``
A questo punto, oltre ad invitarvi a godere dell’innegabile spettacolo che ci offre questo bel panorama, vorremmo condividere con voi una poesia, scritta da un ragazzo sanvitese, che riassume tutto il nostro comune sentire.
Questa poesia ci parla di un tempo che fu, ma che è ancora così tanto vivo e sentito nelle nostre menti, nei nostri gesti quotidiani, perché il passato non è così remoto come si crede.
L’autore, Elia Banci, la scrisse in occasione della presentazione del libro “San Vito sul Cesano- Le stagioni della nostra vita” avvenuta il 12 Maggio 2019.
S’intitola: “Antica Finestra”
Il cantare del gallo
scaltrisce quel che era un piccolo
paesino di campagna.
Dopo il primo pasto del mattino
ognuno ha il suo dovere.
Fra le vie del borgo
Giunge l’odore di pane appena sfornato,
l’odore pungente delle colle del calzolaio,
il rumore della sega del falegname
e il batter del martello del fabbro.
Rude il mestiere del contadino,
spesso il quotidian’ lavoro della terra
e del bestiame si rendeva a sua volta massacrante.
Le sue ruvide mani e il suo viso abbronzato
faceva tale un nobile uomo.
Giunta l’ora del convivio,
tutti a tavola
Già dalle prime ore pomeridiane,
ognuno torna al suo mestiere,
fino al calar del sole.
Finestre aperte e luci accese.
Dopo cena l’ultimo suono di campane,
e poi all’alba tutto ricomincia.
E da ora il ricordo si fa vivo
Sfogliando le pagine di questo Libro.
