Punto 6: il forno in comune e la società del mutuo soccorso

Ci troviamo di fronte al luogo dove un tempo c’era il forno in comune.

C’era una volta la signora Teresa, mamma di Gino Franceschetti, il fabbro e maniscalco di San Vito sul Cesano, che gestiva il forno comunitario, pagando l’affitto al comune di San Lorenzo in Campo, che ne era proprietario. Svolse la sua eccellente attività dal 1930 al 1953, e in cambio del giusto compenso, si preoccupava che tutti avessero del pane fresco e fragrante dentro casa. Lei non era propriamente una fornaia, perché non preparava il pane, al contrario delle donne che lo impastavano in casa, ma si preoccupava solo che venisse cotto a dovere e secondo i tempi e modi concordati. Ella infatti organizzava e programmava l’attività di cottura, stabilendo che ciò avvenisse su tre giorni a settimana, a giorni alterni, dando appuntamenti cadenzati la sera prima. Girando per il paese, indicava a ciascuno l’ora in cui dovevano, l’indomani, infornare il loro pane, e il suo giro avveniva comunque, con qualsiasi condizione climatica, anche con la neve. Le donne così si apprestavano ad impastare le loro file, che diligentemente avrebbero portato al forno comune il giorno dopo.

Il forno in comune poteva contenere fino a 100 file di pane per volta, e considerando una media di 10 file a famiglia, riusciva a soddisfare 10 famiglie a cottura. Il momento della cottura non era casuale, perché a seconda se le famiglie preferivano un pane più o meno cotto, l’infornata avveniva prima o dopo un certo momento, e variava con la temperatura del forno stesso. In mezzo a tanta moltitudine, per ritrovare le proprie file al fine cottura, era importante marchiarle prima di infornarle; solitamente si usavano ferri recanti le iniziali del nome e del cognome del capo famiglia, o altro segno distintivo.

In ogni caso, rito irrinunciabile, era quello di fare sempre una croce, incidendo la pagnotta con un coltello, come segno di ringraziamento a Dio che, ancora una volta, aveva concesso alla famiglia un cibo prezioso come il pane.

 

A San Vito sul Cesano, in passato, svolgeva un importante ruolo sociale la Società del Mutuo Soccorso. Questa società era, per i poveri del paese, una specie di Cassa di Risparmio e di Mutua: elargiva agli indigenti di allora alimenti e denaro per far fronte alle necessità più gravi.

Già prima dell’Unità d’Italia, e massimamente dopo il 1860, in varie città maggiori e minori sorsero istituzioni che si prefiggevano il progresso civico e sociale della popolazione, prediligendo le categorie più bisognose, quali gli operai e in genere tutti coloro che traevano sostentamento dal lavoro.

Anche San Vito volle adeguarsi alla nuova realtà sociale e progressista, istituendo la “Società Operaia di Mutuo Soccorso”.

Gli scopi della Società erano i seguenti:

  • concedere un sussidio giornaliero agli operai ammalati o infortunatisi sul lavoro;
  • allestire di un negozio di generi alimentari riservato alle famiglie dei Soci per acquisti al prezzo più basso possibile;
  • fare prestiti a basso interesse agli iscritti, in caso di necessità famigliari o in difficoltà economiche o finanziarie;
  • istituire di una cosiddetta “Cucina Economica Invernale” per offrire un pasto caldo ai diseredati, agli anziani rimasti soli al mondo.

In tal modo vennero attuati i principi del Vangelo in forma concreta.

L’attività della società fu ridotta con l’istituzione dell’Istituto di Previdenza Sociale a carattere nazionale, delle Società di assicurazione sul lavoro e dei Sindacati. La Società di Mutuo Soccorso di San Vito sul Cesano fu una tra le più durature e attive della Regione Marche.

Ai giorni nostri, pur avendo perso le finalità originarie, la Società è ancora in attività, e pagando una simbolica tessera associativa, è possibile prendere parte al pranzo annuale, che rappresenta un importante momento di aggregazione. Durante il pranzo si ricordano i vecchi tempi, ci si sofferma sull’importante ruolo che ha avuto in passato l’associazione, quando ha aiutato tante famiglie indigenti ed in difficoltà, e si tiene vivo il ricordo di un mondo che non esiste più.

Attualmente, su prenotazione, è possibile visitare uno spazio espositivo dedicato alla Società di Mutuo Soccorso di San Vito sul Cesano, in cui è esposto tutto il materiale che la riguarda, e che ci è stato tramandato, come: statue, libri, libri contabili, gonfaloni e tanto altro ancora.

Le scuole

Punto 7: le scuole

In passato, quest’edificio ospitava le prime tre sezioni della Scuola Elementare, mentre la quarta sezione si trovava nell’edificio dove oggi ha sede l’Associazione San Vito Giovani.

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