Punto 7: le scuole
In passato, quest’edificio ospitava le prime tre sezioni della Scuola Elementare, mentre la quarta sezione si trovava nell’edificio dove oggi ha sede l’Associazione San Vito Giovani. Fino al 1935 a San Vito non esisteva la quinta elementare, pertanto chi voleva proseguire gli studi, doveva andare necessariamente a Pergola.
Nel periodo invernale, quando i lavori in campagna ormai ridotti, lasciavano più spazio ad altre attività, in molti prendevano parte alle scuole serali, frequentando le cosiddette pluriclassi, veniva data la possibilità di rispolverare gli insegnamenti appresi negli anni precedenti.
Negli anni ’60, tutte le aule vennero trasferite nel nuovo edificio costruito di fianco la Chiesa Parrocchiale, oggi destinato a case popolari, lasciando qui lo spazio a disposizione, alla Società del Mutuo Soccorso.
Negli anni ’70, sempre nel nuovo edificio, venne istituita anche la scuola materna, che però chiuse definitivamente i battenti, insieme alle elementari nel 1987, a causa del calo demografico comune a tanti piccoli borghi; erano rimasti solo 8 bambini, e il numero minimo per tenere aperta la classe era di 13.
Oltre alle scuole, tra gli anni ‘40e ’50, in quest’edificio era presente anche una sala da ballo con tanto di botteghino dove acquistare cibi e bevande, che veniva utilizzata solo per quattro o cinque sabati nel periodo del Carnevale.
Volgendo gli occhi sopra l’arco, da notare è la lapide dedicata a Giordano Bruno, filosofo, scrittore e frate domenicano italiano, vissuto nel XVI sec., che gli abitanti posero qui il 28 Agosto 1910, in occasione dei festeggiamenti per il 50° anniversario della caduta del potere temporale dei papi. L’epigrafe a cura del prof. Giulio Grimaldi, riporta il testo: “O Giordano Bruno sia qui pure il tuo nome – al sole che ti vide sul rogo.” Un giornale del 10 settembre 1910 così ne riporta la cronaca: “San Vito sul Cesano. Il 28 Agosto è stato inaugurato nel nostro paese un ricordo marmoreo, opera dell’Egregio Signor Francesco Nicoletti di Sant’Ippolito, al nome del martire del libero pensiero: Giordano Bruno”.
La collocazione non è casuale, ma ha un significato simbolico: ha un forte impatto emotivo e di rivalsa; ricorda infatti, la presa di coscienza da parte dei contadini della loro condizione sociale ed economica, di sfruttamento da parte della borghesia e soprattutto del clero, dopo la diffusione delle idee anarchiche, socialiste ed anticlericali del periodo risorgimentale.

Punto 8: il tempio del SS. Sacramento
Ci troviamo, adesso, davanti ad un’antichissima porta e cioè di fronte al Tempio del SS. Sacramento, appartenente alla Confraternita del Sacramento, una tra le più importanti ed attive nel nostro territorio.






