La storia di San Vito sul Cesano
La storia di San Vito sul Cesano racconta le origini e lo sviluppo di un borgo situato nella Valle del Cesano, un territorio ricco di storia in cui si svilupparono l’antica città romana di Suasa, l’Abbazia di San Lorenzo in Campo e l’eremo di Fonte Avellana, alle pendici del vicino Monte Catria.
Le origini del borgo risalgono probabilmente a un vicus romano, che si sviluppava sulla sinistra del fiume Cesano, dove ancora oggi si trova la chiesa della Pieve Vecchia.
La storia medievale di San Vito sul Cesano
Con l’arrivo dei Goti di Alarico nel 310 d.C., la popolazione, per sfuggire ai saccheggi e alle distruzioni, si spostò sulle alture circostanti, dando origine all’attuale borgo fortificato.
Il Medioevo e le dominazioni di San Vito sul Cesano
Dal 1037 il territorio fu possedimento del monastero di Sant’Apollinare in Classe di Ravenna. Nella seconda metà del Quattrocento, San Vito sul Cesano fu conteso tra le casate dei Malatesta, degli Sforza e dei Della Rovere, i cui stemmi sono ancora oggi visibili sopra l’unica porta medievale superstite. Con la caduta del Ducato di Urbino, il borgo entrò a far parte dello Stato Pontificio.
Dall’Unità d’Italia ad oggi
Dopo l’Unità d’Italia, San Vito sul Cesano divenne comune con regio decreto, mantenendo questa autonomia fino al 1868, anno in cui fu annesso al comune di San Lorenzo in Campo.
Ancora oggi, la storia di San Vito sul Cesano è visibile nelle sue architetture, nelle mura e nella struttura del borgo, che conserva intatto il fascino medievale. Passeggiare tra le sue vie significa attraversare secoli di storia, tra testimonianze del passato e tradizioni ancora vive nel territorio.










